manlyone

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Week-end a Lepena
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Motogiro Maremma Maiala (20/22 settembre 2008) - Album foto
Il titolo di questo viaggio potrebbe sembrare irriverente, la mia intenzione invece era, è quella di renderlo ancora più accattivante a cominciare proprio dal titolo, perchè è stato uno di quei viaggetti, tre giorni passati in un lampo, tanto gustosi da lasciare un pò d'amaro in bocca al ritorno nella piattaggine urbana.Ma chi si estranea dalla lotta è un gran figlio di mi..... sì, sì, manca quella parola che fa rima. Questa vita ci hanno dato, questa vita ci teniamo, per amore o per forza.Dicevo del viaggio, è stata una di quelle uscite settembrine che riconciliano con la strada dopo le inumane calure agostifere. Nel mese vacanzofilo le nostre carrozzabili diventano budelli infernali, nel migliore dei casi forni crematori.Al pensiero di viaggiare chiuso in una sardomobile, anche se provvista di clima, mi vengono i brividi e finchè non verrà omologato un freezer a 4 tempi, la due ruote la lascio inchiavardata nel garage, in agosto.A meno che, a meno che non ci aspetti un "grande viaggio". Uno di quelli magari volto al nord o in quote alpine sopra i mille metri, sempre. Allora si può.In settembre invece si respira già e le notti frescucce alleviano le sudate diurne. Soprattutto quelle fatte a tavola. Sì perchè anche stavolta mica ci siamo risparmiati. Nel nostro girovagare a zig zag per quasi tutta la maremma e buona parte del senese, appena potevamo ci abbiamo dato sotto con la forchetta.Tanto per cominciare la prima tappa è stata una tirata bestiale da Forlì ad Ansedonia, difronte all'Argentario per gli incolti, dove avevo prenotato per l'una un'abbuffatona di pesce del Tirreno in una di quelle baracche in legno adibite allo spaccio di queste incolpevoli creature. Pensando a quanta buona roba è celata sott'acqua, quasi mi convinco che Dio c'è. Ma basta con la gastronomia! Con la manetta direte voi? Beh, per la verità anche con quella non ci siamo risparmiati, non appena si poteva, of course.Grandi passi non ne abbiamo fatti, ma la Toscana e la M
Le Quote Lattee, motogiro svizzero allo Jungfraujoch (3/6 giugno 2009) - Album Foto
Nel battezzare questo giro ho voluto giocare un po' con le parole, quote latte, quote lattee... Insomma i riferimenti al biancore delle vette, all'altezza per l'aggettivo lattee sono palesi. Per quote poi non mi sembra vi possano essere dubbi, quote inteso come alte quote, vertiginose quasi. Infatti più alte di così in Europa non ce n'è, trattandosi dello Jungfrau, il mitico ghiacciaio dell'Eiger in Svizzera, nei pressi di Interlaken. Tanto alto che non ci sono strade per arrivarci, ovviamente. Ci sarà una funivia direte, ma no signori miei, per i comuni mortali c'è nientedimeno che il treno! Il leggendario trenino a cremagliera che da Grindelwald, ma anche da altre stazioni, ti porta dove non volano neppure le aquile. Lassù ci vorrebbero i condor, forse.Ma tornando a noi, terra terra cioè, voglio dirvi di questo viaggio in moto che mi è sempre frullato per la testa. Da tempo volevo andare a vedere quell'immenso fiume di ghiaccio prima che l'effetto serra lo riduca ad un rigagnolo fangoso. La qual cosa, continuando a bruciare petrolio, non tarderà neppure tanto. Come dire l'imbecillità umana al massimo livello, alle quote più alte insomma. Niente, me stò a allargà, come dicono a Roma. Parliamo del viaggio, che è meglio.Già andare per le Alpi svizzere per un motociclista è uno sballo. Non sto a ripetere cose già dette e ridette, aggiungo solo chi: non lo ha mai fatto, come biker, è monco o orbo, fate un po' voi. Io gli tiro virtualmente le orecchie. Aggiungere come meta poi alla lunga serie di passi oltre i duemila la visita allo Jungfraujoch è il cosiddetto valore aggiunto, quel plus che ti fa scorrere i brividini lungo la schiena, e ti fa venire la fregola di saltare in sella e andare.Non mi perderò quindi in una pedissequa descrizione dei luoghi e dei passi fatti. Prendete una cartina, puntate il dito sopra il Furkapass e tracciate un bel cerchio. Tutti quei passi che vedete segnati lì, li abbiamo fatti tutti, più quelli italo-svizzeri per ar
Motogiro SLO-KAR (2/4 agosto 2009) - Album Foto
Spesso ridondare nelle descrizioni dei viaggi, dei posti visti e degli episodi occorsi, al lettore risulta noioso. Cerco di non farlo, ma al ritorno da qualsiasi giro, anche il più breve, c'è sempre qualcosa da raccontare. Sempre si è visto e "scoperto" qualcosa di interessante. O di sgradevole, il che ci sta, fa esperienza. In questo caso, un motoviaggio di tre giorni fatto all'inizio di agosto in Slovenia, Carinzia, anche un pò di Stiria e Carnia, in quattro amici affiatati, di sgradevole ci sono state due cose. Prima cosa: il caldo atroce che imperversava da giorni, normale vista l'epoca, ma aggravato dagli imprescindibili vestimenti protettivi e che abbiamo cercato di eludere partendo all'alba per sbatterlo strada facendo ed evitare lo spauracchio del passante di Mestre (mossa alquanto azzeccata). Seconda cosa: la pioggia del secondo giorno in Austria, torrenziale, che ci ha obbligato ai vestimenti ad hoc e ad accorciare di una trentina di chilometri il percorso. Per fortuna era ormai sera, poco male, ma tanta rottura. Tutto il resto è stata gioia! Un giro spettacolare sotto tutti i punti di vista, motociclistico in primis, con varietà di percorso e tipologia di strade da soddisfare ogni esigenza paesaggistica e velleità smanettatoria. Nel caso di un replay da evitare solo il tratto carnico da Pozzis a Tramonti di Sotto, stretto, mal asfaltato e privo di qualsiasi segnaletica che porta alle grotte di Pradis (quelle dei 207 scalini) a meno che non si sia speleologi patentati. Il contrappasso è stata la piacevole "scoperta" della SP1 da Pontebba a Moggio Udinese, da rifare alla prima occasione, con sosta mangereccia in una trattoria sperduta tra i monti, gestita da una simpatica ostessa chiacchierona. Specialità una polenta particolare fatta su richiesta, ergo telefunken prima! Altra gradevole, piccola scoperta il Collio sloveno. Una teoria di dolci colline tutte a vigneto, zona tipica dei famosi vini che abbiamo invano tentato di degustare assaltando alc
Trinacria 2007 viaggio in Sicilia (29 aprile/6maggio 2007) - Album Foto
Anno scorso la Sardegna, la Corsica qualche annetto fa, quest'anno secondo voi potevo farmi mancare la Sicilia? Certo che no. In attesa di completare il girovagamento di quella grande isola chiamata Terra, ho messo in carniere quest'altra pernice. Per la verità il periplo della "Grande Trinacria" me l'ero già fatto un paio di volte in auto e udite, udite, persino una volta in moto. Per i pischelletti e i non addetti ai lavori informo che si trattava di una Honda FT 500. Qualcosa di storico ormai. Correva infatti, oh quanto correva, l'anno 1982 e nel sellino posteriore sedeva pure la mia compagna, più borse e zainetti vari. Come ho fatto a cavalcarla per quasi un mese in queste condizioni? Boh, chi si ricorda più. Ah, dimenticavo di dire che nell'isola ci arrivammo via terra, "divorando" tutto lo stivale per quanto è lungo sia all'andata che al ritorno. Ai tempi mica c'erano questi stracomodi, lussuosi traghetti di oggi e l'avventura era l'avventura. I figli del benessere sono arrivati dopo, arrivano sempre dopo. Ma basta col revival sennò mi piango addosso e passiamo ai giorni nostri. Quest'anno il progetto è partito in ritardo e a stagione già iniziata perchè mi trovavo all'estero ed è stato realizzato in poco tempo. Ovviamente il BMW Motorradclub Romagna nel quale sono iscritto, aveva già da tempo stilato un ricchissimo calendario e in più quest'anno ricorre il centenario del Tourist Trophy all'isola di Man e molti motociclisti DOC di scorza dura andranno da quelle parti. Ciononostante ho raccolto le adesioni degli intimi, "aficionados" di questi viaggetti dove la strada da fare è tanta, ma un occhio, o meglio una mascella la si riserva sempre per una buona mangiata. E la Sicilia in quanto a gastronomia... pancia mia fatti capanna! Nello stilare il programma mi sono tenuto abbondante col chilometraggio perchè facendo percorsi ad anello da un alloggio fisso, sarebbe stato possibile modificare le tappe "tagliandole" all'occorrenza. Secondo i capricci d
Dalle Alpi ai Pirenei (6/16 agosto 2007) - Album Foto
Beh, si rischia di cadere nel banale decantare un viaggio di questo tipo. Per una volta vorrei evitare commenti entusiastici e altisonanti da sboroni al Bar dello Sport perché si diventa antipatici. Più di quello che lo si è già agli occhi dei tapini stritolati dagli impegni di lavoro e le richieste della morosa che queste scarriolate ancora non possono permettersele, ma vorrebbero tanto. Posso dire loro solo: ogni cosa a suo tempo. Io ci ho messo cinquant’anni per arrivarci. Adesso forse fanno prima, visto l’aumento dei divorzi, eh eh. Ma bando alle ciance, parliamo di cose serie. Cose a due ruote. Per questo motoviaggio da sogno voglio limitarmi ad annotare solo alcuni dettagli “tecnici”, più che altro per me stesso, per averne memoria, visto che ogni anno che passa peggiora, ahimè. La decisione di farlo è stata presa assieme al fedelissimo Reg, Roberto Reggiani in quanto entrambi in questo periodo, dal 6 al 16 agosto, eravamo liberi come fringuelli. Naturalmente quando decidiamo un viaggio in moto io e lui da soli è un casino perché se dobbiamo andare da Forlì a Bologna passiamo da Firenze per farlo più lungo e difficile. Quindi non ci si meravigli, dovendo andare a ovest, se abbiamo puntato a nord, infilandoci in Svizzera dal Sempione, per poter fare un tot di passi Alpini e Massiccio Centrale francese prima di affrontare praticamente tutti quelli Pirenaici da nord a sud procedendo a zig zag come farfalle impazzite. Un tour de force da sballo da piega per intenderci. Sistemati armi e bagagli, io praticamente rinnovavo il fiammante GS1200, lui a cavallo della sua nuova R1200, di buon mattino di lunedì 6 agosto 2007 siamo partiti. La novità consisteva nel fatto che avevo montato, modificando un attacco della Wunderlich, la mia videocamera a lato del parabrezza per effettuare riprese in movimento. L’idea era buona, ma non sono mancati problemi dovuti all’umidità e alle vibrazioni, nonché allo sporco. Alla fine comunque sono riuscito a mon
Motogiro Sila, Aspromonte e Sassi di Matera (25 aprile/1 maggio 2008) - Album Foto
Presentazione delle foto fatte nell’ormai classico motoviaggio di primavera che, come consuetudine, faccio tutti gli anni con centauri amanti di viaggi "robusti" che non sono soci del Club BMW Motorrad Romagna di cui faccio parte. Sono viaggi medio lunghi che organizzo non "contro" il calendario del club, ma parallelamente ad esso, lo testimonia il fatto che diversi amici soci mi accompagnano. Come si usa dire: chi mi ama, mi segua... La meta di quest’anno era impegnativa. Si trattava infatti di percorrere in sei giorni tutto lo stivale passando per i grandi parchi, Sibillini, Gran Sasso, Monte Pollino, le due Sile e l’Aspromonte, fino al Cippo Garibaldi nei pressi di Gambarie, quindi tornare attraverso Puglia e Molise sui monti del Matese e quindi i crinali della Maiella. Una bella scarrozzata piena di curve arricchita da paesaggi spettacolari. Previsti circa 3100 chilometri che alla resa dei conti, di riffa o di raffa, sono stati percorsi effettivamente. Solo il maltempo, parlo di pioggia e gran freddo fuori stagione, ci hanno impedito di completare il progetto al cento per cento inibendoci la scalata al Monte Pollino. Ma la sfida è solo rimandata ovviamente. Di foto ne abbiamo scattate pochine rispetto a quanto abbiamo visto ma, per l’appunto, c’erano tanti chilometri e parecchia foschia, ma soprattutto un’infinità di gustose pieghe da fare. Guidare e fotografare sono due mestieri diversi, come ben si sa.
Una bella rimpatriata (9/11 Agosto 2008) - Video
Video della motogita con amici vecchi e nuovi in Carinzia e Stiria
"Le Isole di sogno" Corsica e Sardegna (29 maggio/ 3 giugno 2009) - Album Foto
Veloce scorribanda di sei giorni nelle due isole motociclisticamente più belle e desiderabili del Mediterraneo. O forse nel pianeta intero. Lo comprova il numero impressionante di bikers di ogni tipo ed etnia che si incontrano in queste strade piacevolmente tortuose, perfette per chi ama pieghe o paesaggi. O ambedue le cose. In quanto a tracciati e fondo stradale la Sardegna è inarrivabile, ma la sua “sorellina” francese si fa perdonare qualche trascuratezza in più, con la sua incredibile varietà e caratteristica dei percorsi. Una bella lotta. Unico appunto, sei giorni sono troppo pochi per tutte e due, quindi il consiglio è di farle separatamente se si dispone di una sola settimana. Per chi dispone di più tempo, Corsica e Sardegna tutta la vita! Piccole note: Eravamo un gruppo di otto, io, Roberto Reggiani, Fausto Flamini, Franco Ghiddi, Giuliano Bagnara, Massimo Masotti, Andrea Avellone e Remo Raggi, sei in BMW, uno in KTM Adventure ed io, forzatamente, con una sorprendente Honda Transalp.
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