neru

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Dieci inverni per incontrarsi
Quanto tempo ci vuole a innamorarsi?
Non andate oltre i secondi.
Quanto tempo ci vuole per saperlo?
Andate oltre gli anni.
Dieci inverni è un film dolce e vero che ve lo racconta.
Forse il caldo scalda i letti e il freddo i cuori. Forse per questo il film si svolge sempre in inverno.
Come in quel librino di favolette che [...]
quello che ti passa fra le mani un pomeriggio d’autunno e tu non sai perché ma va bene così
avevo delle cose da raccontare. del tipo famoso che ho scambiato per un barbone e del fatto che adesso ho anche un cognome. mi chiamo nomercy, neru nomercy.
cercavo il modo per raccontarvelo, quando mi è caduto fra le mani un libricino. una roba piccola, di poche pagine.
a me m’ammazza la curiosità. m’ammazza il tempo,  m’ammazzano [...]
fiocco rosso: yes we condom*
ti auguro di essere uomo,  non solo maschio. ti auguro si essere donna, non solo femmina.
il sesso è una bella cosa.
*

Posted in a che gioco giochiamo, acqua calda, la posta del cuore, per una notte e mille d'avanzo
emoziono o emotivo?
all’inizio basta accarezzare l’idea.
ti senti soddisfatto così. grazie.
già a metà inizio, non basta più l’idea.
poco dopo sei uno straccio.
vuoi di più.
 
ci sono emozioni che vanno vissute. ché poi le emozioni si vivono col corpo.
e scopri tuo malgrado che in fondo vivere le emozioni è un casino fotonico.
 
a questo punto non hai molte possibilità. le vivi. [...]
okkupa lo spazio e ciucciati il calzino!
vi chiederete di chi è il post precedente. cercherete ma non capirete una mazza, lo so.
ve lo dico io. ha un nome improbabile.
si chiama zunstraal. dice che mi dice perché ha scelto questo nome se gli spiego cosa vuol dire lubi.undri. chiedeteglielo voi, se v’interessa.
dice anche di aver scoperto successivamente che in olandese il suo [...]
un buon viaggiatore
“un buon viaggiatore è colui che non sa dove sta andando”
-frase attribuita a lin yutang ma non sono ancora riuscita a trovare la fonte ahimè!-


io quando viaggio, uso poco le cartine. io quando viaggio, adoro perdermi. io quando viaggio, trovo sempre. io quando viaggio, vago. io quando viaggio, sono in movimento che mi pare di [...]
il prossimo
e io forse avrei dovuto ricordare che oggi via d’amelio è una data che non andrebbe dimenticata.
ma non so che dire, quando per ricordare è ancora meglio fare. la mia scelta oggi l’ho fatta. una la dovevo fare. forse solo la volevo.
c’è qualcuno che sceglie come morire. ché poi non è che sceglie, è che [...]
doveri verso l’elettorato
mio fratello è di poche parole, ma quelle poche di solito mi arrivano puntuali come macigni. hanno il loro peso specifico, insomma. gli sono riconoscente infatti.
oggi mi ha inviato un’email.
c’era scritto: dacci un’occhiata e piangi… il film è del 1976.
e sotto il link a un video con mastroianni come protagonista.
ho visto e ho detto ah! [...]
danielino nostro e il mignolo di distanza
mercoledì pomeriggio. io.
nightnurse, venerdì daniele silvestri viene a suonare dietro casa mia. vuoi venire a sentirlo? se vuoi puoi fermarti a dormire da me.
lo stesso pomeriggio, nightnurse.
nerluì, avrei impegni ma per danielino mio m’organizzo.

è stato così che daniele silvestri è diventato per tutti danielino mio e io ho dovuto rassettare e pulire casa al ritmo [...]
picco della mirandola
ricordo tutto. ogni gesto, ogni parola, ogni distanza, ogni pensiero.
ricordo l’intesa, il non detto, quello che si poteva dire e quello che si tace. ricordo lo spazio, l’odore, la voglia. ricordo i miei piedi e gli abbracci. ricordo la noia, la schiena. ricordo le immagini e i pesi, le dita che corrono veloci, le resistenze, le mani che si sfiorano e gli sguardi. ricordo la luce e il buio che anche di quello si vive, i luoghi e gli oggetti.
ricordo tutti. ricordo ogni cosa.
poi scelgo a cosa dare valore.
a me è piaciuta questa lettera qui.
e proprio oggi mi piace ricordare che forse fra il bene e il male ci sono cento passi. noi ci dobbiamo ribellare. prima che sia troppo tardi! prima di abituarci alle loro facce! prima di non accorgerci più di niente!!!



Posted in la posta del cuore, le vite degli altri
io sono quella che rimane
perché ho dove andare



grazie willy
Posted in acqua calda
epiteti o senso figurato?
come chiede ipazia nel suo post, secondo voi, cosa dice fra il ventottesimo e ventinovesimo secondo? a lei pare di sentire distintamente “zoccola” riferito a una ministro.

io l’ho riascoltata sette volte perché non potevo crederci. così posso dire con coscienza di causa che lo dice proprio. proprio lì. e lei ride. e tutti ridono. però!
come on!
lo dico con serenità. come talvolta afferma la mia amica ariel, parlando di maschi di suo sgradimento, io a quello lì non lo toccherei nemmeno con un bastone*.
*l'anacoluto è mio
UPDATE: prima, ero in posta in fila, e stavo ascoltando la misica. ecco c’era una canzone che…mi sembrava stesse benissimo qui:
si può infrangere la legge ma non c’è un make-up per l’anima



Posted in i post degli altri
state buoni se potete, qui radio imbrunire
è meglio consacrarsi agli altri che a un nano da giardino
amélie poulain
siamo alla ennesima semana di giuoco della memorabile partita fra nani da giardino e gli altri. le due squadre sono sempre alla pari -dicono-.
ma i nani da giardino sono forti. qualcuno ha l’ardire di supporre che uno porti sfiga -vedere qui-. i soliti ultrà. dalle tribune stanno attentamente valutando di costringere il nano dentro a una polaroid nei suoi viaggi per il mondo, in modo da fare almeno una bella figura.
in questo momento rientra il nano prima espulso dall’arbitro per borseggio.
palla agli altri. rai due passa a santoro, santoro passa a vauro. vauro spinge, schiva, tira ma il nano ha la meglio e fa viaggiare la palla al largo.
cartellino giallo per santoro, rosso per vauro. i guardalinee dicono fallo di mano ma pare che pestasse i piedi. i nani da giardino si lamentano dei piedi gonfi.
palla ai nani da giardino. nano uno passa a gianfri, gianfri tira, colpo di testa di gaparre -urla sciacalli- lungo fuori. rimessa di antonì, zavoli passa, gramellini, blogger, vita, palla ai nani. la partita si sposta su election day. umbi chiama palla, nano da giardino passa, intercetta emma, interviene gianfri di testa. palla alta. roba da matti, entrata a forbice del nano da giardino.
piove sempre. la partita precipita, s’arruffa, s’arrabatta. intanto il campo si apre come una valigia e tutto finisce all’alba.
qui radio imbrunire. abbiamo trasmesso la partita da una postazione di fortuna.

ehi, psss, qui ancora la vostra telecronista che con un colpo di mano resta in onda e prima di chiudere si domanda nell’ordine:

si è deciso che santoro debba essere riequilibrato. mettiamo che vada bene. ma chi riequilibra fede e vespa per citarne due. il piatto pende.
santoro giornalista viene redarguito. perché parla lo sporadico giornalista e la fnsi esce solo con una nota? e l’ordine dove sta?
anche i paesi mussulmani prima di noi si indignarono per le vignette, che senso aveva allora
goccia su di me
fuori piove dentro piango.  -grazie myskin, il copyright è tuo-
faccio acqua da tutte le parti.
è perché tutti partono e io resto. alcuni vanno a londra, altri a new york. io compro casa.
è probabile che non andrò nemmeno al festival di edimburgo questa estate. non a roma a fine aprile. sì elis, te lo dico qui e così, ché non ho memmeno il coraggio di mandarti un’email. il pretesto è il lavoro.
però ho il biglietto per il concerto dei depeche a roma. il 16 giugno. almeno credo. non si può mai essere sicuri finché non lo si ha in mano.
io odio essere in balia dei sali-scendi ormonali. ma è la cosa che più mi ricorda di essere donna. e poi sto tempo che manco si può chiamare primavera.
non so. c’è troppa acqua.
mi è sempre piacuta l’acqua. me ne farò una ragione.

Posted in e che palle, me myself, non è il sangue che può
life on mars 4 x-factor people
ta-tàààà!

come la peggiore
come chi parla bene e razzola male
come il cacio sui maccheroni

siori e siore, martedì sera sono andata negli studi di ics-factor!

ta-tàààà!

non ve l’aspettavate eh?
è che non sopportavo più questa storia della somiglianza con la noemi. dovevo vederla.
ed ecco la mia irrevocabile sentenza. non me somiglia pe’ niente.
insomma lei:

è più carina dal vivo -non di me chiaro ma di sé-
è più magra dal vivo -cioè è proprio magra- ma il punto a suo sfavore è che è chiaro che non ha fatto sport da piccola -mannagghia allei-
ha la faccia schiacciata
ha un’aura carismatica

e quindi? dove sta l’inghippo? ha lo stesso modo di muoversi, di essere timida, di fare la pirla che ho io. ta-tàààà!
e quindi per chiudere questo post inutile, alcune cose direttamente dagli studi dello scalo 76:

la fauna che vuole essere spettatore di questi spettacoli è varia, sicuramente la maggior parte di chi va, pensa che sia figo fare il pubblico in tivvù, bah, comunque grande rispetto per la donna giraffa e la donna leopardo ggggrrrhhhhh
grande simpatia per i tre animatori del pubblico-alex, diego e giuseppe- i figli illegittimi della gialappas: mitica la frase “entra per primo daniele, ragazzi dobbiamo accoglierlo come se fosse un grande artista!”
grande tommasini, un genio. l’aspetto scenografico è la cosa migliore di tutto lo spettacolo
john legend è un figo, è deciso
amy mcdonald -bionda, bionda? bionda!- buuuuu, veramente teribbile, a fronte di un faccino bellino bellino leggeva sul gobbo la sua own canzone: ma come stai messa?
ovazione a ivano fossati che mi diede linfa alle sinapsi con la sua costruzione dell’amore
morgan è uguaglio a duemila anni fa -se la tira con insofferenza- quando frequentava il caffè della pusterla -gli apemilanesi possono capire, per gli altri ciccia-
maionca sempre istess
simona. ora, simona ventura che tutti chiamano simona tranne facchinetti che dice simonetta. oh simona. sei proprio al
perché no
oibò oggi è il compleanno di questa ragazza qui. così mi va di farle un po’ di pubblicità. si chiama camille. e dissi già che mi ricorda una bobby mc ferrin in gonnella.
fidatevi è un portento, come del resto altre ragazze giovani davvero brave tipo petra magoni e patrizia laquidara. se avete occhio e non vi è caduto l’orecchio, di sicuro vi verrà voglia di risentirle.
ed è così che girando per blog amici sono capitata in quello di nightnurse e ho sentito lei, la signora. allora senza preavviso senza che fossi già così forte, all’improvviso senza preavviso si sente un pim pam pum e io posto qui il video dedicandolo a chi so io per il motivo che voglio io per tutto il tempo che sarà.
grazie nightnurse, questa dedica è fatta così come hai detto tu, con il cuore che non sa stare al suo posto. che poi è la seconda volta che prometto che mi metterò a cantare in piedi su un tavolo con una birra in mano. sabato io e night ci siamo andate vicino, la birra c’era, la voce alta pure, giuro che la prossima volta salgo qualche metro più in su.

Posted in i post degli altri, la posta del cuore, on the road
una ragione di più
è morto mino reitano. non mi è mai piaciuto mino reitano. non dovrei dirlo? lo dico. forse perché l’ho conosciuto negli anni in cui era passato al riciclo. aveva un fare triste. non mi piace chi chiede di piacere.
dignità. sì purtroppo preferisco il gelido declino della dignità. in pubblico. la mancanza di dignità è una cosa che si riserva al privato e che resta tale. tutti abbiamo un’occasione che teniamo come un talismano in cui la nostra dignità è venuta meno. ma deve restare nostra e di chi ha avuto l’ardire e l’onore di vederla. non che abbia mai visto mancanza di dignità nel fare di reitano, onestamente. ma a pelle quella era la sensazione che mi trasmetteva. eppure gli riconosco una certa simpatia. sicuramente gli sono riconoscente per la musica di una canzone che mi tocca il cuore. l’ho vista sul fondo dei miei occhi e c’è rimasta.
è questa

le parole sono di califano.
sai c’è una ragione di più
per dirti che vado via.
vado e porto anche con me la tua malinconia.
certo le mie mani ti vorranno ancora
ma ci sarà chi me le tiene.
oggi e domani e poi domani ancora
finché il mio cuore ce la fa.
sei tu quella ragione di più
mi hai chiesto talmente tanto.
io non ho più niente per te
e t’amo tu non sai quanto.
amo da morire anche il tuo silenzio
che non mi lascia andare via
vado, ma se mi dici non lasciarmi sola
non so se il cuore ce la fa
Posted in ipse dixit, le vite degli altri
fine d’anno
mettetevi comodi l’anno sta per finire. mettetevi quello che volete, tanto porta fortuna lo stesso. mia sorella mi ha chiesto ma se mi vesto di marrone dici che va bene? io ho chiesto perché? lei ha detto ma è capodanno. ho risposto e chissenenfrega.
mettetevi in piedi che a star seduti viene il sedere grosso e una sedia per tutti non c’è. ma chissenenfrega staremo in piedi e balleremo alla faccia di quelli che si annoieranno a bordo campo.
un anno finisce e uno inizia. da qualche parte è già iniziato e in qualche posto non sarà ancora finito.
quest’anno non ho buttato via niente, ho riciclato e per quello che resta al massimo faccio la spazzatura differenziata.
buona fine da sballo a tutti. che possiate vedere l’alba. in fondo basta trovarla.
e visto che a me piacciono le citazioni chiudo con una frase di albert einstein.
ci sono due modi di vivere la propria vita: uno è come se niente fosse un miracolo, l’altro è come se tutto fosse un miracolo.
come sempre preferisco quello che trasforma l’acqua in vino.
prosit!

Posted in ipse dixit
non si può fare
non si può andare al cinema il giorno di chiusura.
non si può poi optare per un ma sì dai andiamo a mangiare e sperare che qualche ristorante sia aperto il 29 dicembre e che quello che si degna di essere aperto faccia anche cose digeribili.
non si può morire di freddo per le strade di milano dicendo una passeggiata non può fare che bene per poi scoprire che hai la febbre proprio sul rush finale di questa tristezza di 2008.
non si può avere gli incubi di notte e scoprire che non puoi aiutare chi stanno ammazzando perché non riesci a muoverti, svegliarti di soprassalto e dire decisa io devo fare un corso di autodifesa per riuscire a reagire anche nei sogni.
non si può andare al lavoro per poi farti cacciare che infetti i colleghi e vaffanculo almeno noi vogliamo stare bene l’ultimo dell’anno.
non si può annoiarsi a casa perché la tachipirina ha abbassato la febbre ma sei lo stesso discretamente rincoglionita che non riesci a concentrarti nemmeno per leggere uffa.
che pirla. fra film, presidenti americani abbiamo creduto che tutto si potesse fare ma certe cose no. il vero motto del 2008 era non si può fare italietta sgangherata, altro che.
ma adesso mi guardo frankenstein junior. bisogna tornare all’originale. in fondo si può fare cambiando i poli da negativo a positivo, animando la materia inanimata.
e che ci vuole?

Posted in ragionamenti dispersi
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