L'orlo di Galois, l'urlo di Corviale In dialogo con la poetessa e scrittrice Elisa Davoglio Perchè abbiamo scelto questo luogo per presentare e rappresentare il tuo ultimo lavoro in versi "L'orlo di Galois" e più in generale la tua poesia? Perchè proprio Corviale.Corviale per me rappresenta un "luogo-non luogo". E' stato un luogo pensato, intensamente progettato e che poi ha proseguito invece per la sua strada in maniera autonoma; Corviale racconta la propria storia all'interno di una fortissima rigidità architettonica: era stato progettato per fini istituzionali con l'intenzione di costruire uffici ma poi è diventato qualcos'altro, terra di uomini e di occupanti che da una parte vive immerso in una bella collina sormontata da biblioteche di ultima generazione e da successivi interventi urbani, dall'altra continua a svilupparsi in maniera autonoma, nella sua rigidità e nelle sue ferite, in un continuum di gallerie e squarci che in me hanno provocato forti suggestioni. In realtà è un luogo di scoperta, un luogo che non finisce mai di raccontarsi come all'infinito proseguono i suoi corridoi e le sue intersezioni. Una fine ed un inizio continui.Esattamente, a quel punto i margini in qualche modo si incontrano, non si toccano mai veramente, ma un incontro c'è..
In dialogo con la poetessa e scrittrice Elisa Davoglio
Perchè abbiamo scelto questo luogo per presentare e rappresentare il tuo ultimo lavoro in versi "L'orlo di Galois" e più in generale la tua poesia? Perchè proprio Corviale. Corviale per me rappresenta un "luogo-non luogo". E' stato un luogo pensato, intensamente progettato e che poi ha proseguito invece per la sua strada in maniera autonoma; Corviale racconta la propria storia all'interno di una fortissima rigidità architettonica: era stato progettato per fini istituzionali con l'intenzione di costruire uffici ma poi è diventato qualcos'altro, terra di uomini e di occupanti che da una parte vive immerso in una bella collina sormontata da biblioteche di ultima generazione e da successivi interventi urbani, dall'altra continua a svilupparsi in maniera autonoma, nella sua rigidità e nelle sue ferite, in un continuum di gallerie e squarci che in me hanno provocato forti suggestioni. In realtà è un luogo di scoperta, un luogo che non finisce mai di raccontarsi come all'infinito proseguono i suoi corridoi e le sue intersezioni. Una fine ed un inizio continui. Esattamente, a quel punto i margini in qualche modo si incontrano, non si toccano mai veramente , ma un incontro c'è..
"Al margine dell'urgenza / l'immagine è colma al bordo" ,questi tuoi versi sono per l'appunto "colmi" di significati riconducibili proprio al tema fondamentale di [A]live Poetry , il luogo della poesia. Puoi definire questo spazio/margine da cui affiora la tua poesia Per me lo spazio si identifica e viene raccontato direttamente da un confine, viene dettato dal limite. Laddove finisce qualcosa io posso riconoscermi in ciò che viene circoscritto. Per me il luogo della poesia vive e riesce a raccontarsi in un limite che a volte è proprio la parola scritta, a volte ciò che si vuole comunicare. La mia poesia nasce da questo, da un tentativo frustrato già in partenza
L’orlo di Galois, l’urlo di Corviale
In dialogo con la poetessa e scrittrice Elisa Davoglio
Perchè abbiamo scelto questo luogo per presentare e rappresentare il tuo ultimo lavoro in versi “L’orlo di Galois” e più in generale la tua poesia? Perchè proprio Corviale.
Corviale per me rappresenta un “luogo-non luogo”. E’ stato un luogo pensato, intensamente progettato e che poi ha proseguito invece per la sua strada in maniera autonoma; Corviale racconta la propria storia all’interno di una fortissima rigidità architettonica: era stato progettato per fini istituzionali con l’intenzione di costruire uffici ma poi è diventato qualcos’altro, terra di uomini e di occupanti che da una parte vive immerso in una bella collina sormontata da biblioteche di ultima generazione e da successivi interventi urbani, dall’altra continua a svilupparsi in maniera autonoma, nella sua rigidità e nelle sue ferite, in un continuum di gallerie e squarci che in me hanno provocato forti suggestioni. In realtà è un luogo di scoperta, un luogo che non finisce mai di raccontarsi come all’infinito proseguono i suoi corridoi e le sue intersezioni.
Una fine ed un inizio continui.
Esattamente, a quel punto i margini in qualche modo si incontrano, non si toccano mai veramente, ma un incontro c’è..
“Al margine dell’urgenza / l’immagine è colma al bordo” ,questi tuoi versi sono per l’appunto “colmi” di significati riconducibili proprio al tema fondamentale di [A]live Poetry , il luogo della poesia. Puoi definire questo spazio/margine da cui affiora la tua poesia
Per me lo spazio si identifica e viene raccontato direttamente da un confine, viene dettato dal limite. Laddove finisce qualcosa io posso ric