A proposito dell’attacco israeliano nella striscia di Gaza

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Mar 25, 2009
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Gaza, 3 dic. - Ammontano “approssimativamente” a 750 gli attacchi aero-navali sulla Striscia di Gaza compiuti da Israele negli otto giorni trascorsi dall’inizio dell’operazione ‘Piombo Fuso’: lo ha riferito un portavoce dell’Esercito dello Stato ebraico, aggiungendo che nello stesso arco di tempo sul territorio israeliano si sono abbattuti circa cinquecento razzi e non meno di tre salve di mortaio. Nel frattempo fonti ospedaliere a Gaza hanno denunciato che il numero dei palestinesi uccisi a causa dai raid e’ salito come minimo a 435, cui vanno aggiunti 2.285 feriti; tra coloro che hanno perso la vita, in particolare, 75 erano bambini e 21 erano donne. In Israele invece i morti sono stati quattro, di cui tre civili e un soldato, mentre i feriti ammontano a diverse decine.Io mi chiedo come facciano i figli degli Ebrei che hanno subito l’olocausto a rispondere con tanta violenza e disumanità alle provocazioni di Hamas? Come osano colpire in modo tanto sproporzionato siti abitati da civili, producendo morte di bambini,donne e anziani e distruggendo case e futuro? Quali reazioni pensano di produrre se non quella di riagreggare il mondo arabo, anche i governi più lontani dalle posizioni estremiste di Hamas, nella lotta di liberazione? Anche le popolazioni occidentali guardano esterrefatte al massacro che si sta compiendo in quei territori e spingono i loro governanti, per lo più rimasti muti a guardare, perché prendano posizioni chiare e univoche, condannando l’azione militare indiscriminata e attivandosi seriamente nella ricerca di una soluzione equilibrata che porti allapace. Del resto, quella situazione è il prodotto di scelte discutibili fatte alla fine della seconda guerra mondiale dalle potenze vincitrici, e ad esse spetta il compito di intervenire con tutti i mezzi legittimi perché venga assicurata in quei territori martoriati la pacifica convivenza fra i popoli e la garanzia per gli stessi all’autodeterminazione. Occorre, pertanto, ridimensionare u...
Jan
2009

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Gaza, 3 dic. - Ammontano “approssimativamente” a 750 gli attacchi aero-navali sulla Striscia di Gaza compiuti da Israele negli otto giorni trascorsi dall’inizio dell’operazione ‘Piombo Fuso’: lo ha riferito un portavoce dell’Esercito dello Stato ebraico, aggiungendo che nello stesso arco di tempo sul territorio israeliano si sono abbattuti circa cinquecento razzi e non meno di tre salve di mortaio. Nel frattempo fonti ospedaliere a Gaza hanno denunciato che il numero dei palestinesi uccisi a causa dai raid e’ salito come minimo a 435, cui vanno aggiunti 2.285 feriti; tra coloro che hanno perso la vita, in particolare, 75 erano bambini e 21 erano donne. In Israele invece i morti sono stati quattro, di cui tre civili e un soldato, mentre i feriti ammontano a diverse decine. Io mi chiedo come facciano i figli degli Ebrei che hanno subito l’olocausto a rispondere con tanta violenza e disumanità alle provocazioni di Hamas? Come osano colpire in modo tanto sproporzionato siti abitati da civili, producendo morte di bambini,donne e anziani e distruggendo case e futuro? Quali reazioni pensano di produrre se non quella di riagreggare il mondo arabo, anche i governi più lontani dalle posizioni estremiste di Hamas, nella lotta di liberazione? Anche le popolazioni occidentali guardano esterrefatte al massacro che si sta compiendo in quei territori e spingono i loro governanti, per lo più rimasti muti a guardare, perché prendano posizioni chiare e univoche, condannando l’azione militare indiscriminata e attivandosi seriamente nella ricerca di una soluzione equilibrata che porti allapace. Del resto, quella situazione è il prodotto di scelte discutibili fatte alla fine della seconda guerra mondiale dalle potenze vincitrici, e ad esse spetta il compito di intervenire con tutti i mezzi legittimi perché venga assicurata in quei territori martoriati la pacifica convivenza fra i popoli e la garanzia per gli stessi all’autode
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