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"Retroscena: l’impeachment del Presidente della Repubblica". To change this title, or add tags or comments,
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Quello che molti insigni costituzionalisti affermano in merito al disegno di legge presentato dal Governo con procedura d’urgenza alle Camere sul “caso Englaro”, è che intervenendo con un provvedimento volutamente rivolto ad un caso singolo (già oggetto di sentenza definitiva da parte della Cassazione che aveva confermato una sentenza della corte d’Appello di Milano che autorizzava l’interruzione della nutrizione e dell’idratazione tramite macchine della giovane in coma vegetativo da sedici), il Parlamento finirebbe per sostituirsi al potere giudiziario.Il Presidente della Repubblica nella lettera inviata al Governo venerdì scorso faceva riferimento proprio a questo.Si tratterebbe come afferma l’On. Ceccanti (Pd) della “creazione impropria di un nuovo grado di giudizio rispetto a ” una decisione giudiziaria definitiva sulla base dei principi, anche costituzionali, desumibili dall’ordinamento giuridico vigente”.Anche il Senatore a vita Andreotti ha affermato in un’intervista di ieri che si tratta ormai di una vicenda privata nella quale “nessuno può arrogarsi il diritto di decidere di imperio”.Inoltre sulla ipotizzata revisione della Costituzione in materia di decreti, da più parti si ricorda a Berlusconi che nella riforma del 2005 voluta dal Premier e bocciata dal referendum, non veniva in alcun modo modificata la disciplina dei decreti legge, su cui si manteneva il potere di firma del Presidente della Repubblica.Da tutto questo si fa largo il retroscena che su questo scontro cercato dal Governo, ci sia all’orizzonte un altro obiettivo. Se giovedì il Parlamento approverà il disegno di legge del Governo, magari con la fiducia, cosa accadrebbe se il Capo dello Stato si rifiutasse di promulgarla?In molti pensano che il Governo solleciterebbe il Parlamento ad una procedura di impeachment del Capo dello Stato per costringerlo alle dimissioni. Berlusconi quindi sarebbe pronto a salire al Quirinale. Nel frattempo arriverebbe qualche notizia bomba da ...
Quello che molti insigni costituzionalisti affermano in merito al disegno di legge presentato dal Governo con procedura d’urgenza alle Camere sul “caso Englaro”, è che intervenendo con un provvedimento volutamente rivolto ad un caso singolo (già oggetto di sentenza definitiva da parte della Cassazione che aveva confermato una sentenza della corte d’Appello di Milano che autorizzava l’interruzione della nutrizione e dell’idratazione tramite macchine della giovane in coma vegetativo da sedici), il Parlamento finirebbe per sostituirsi al potere giudiziario.
Il Presidente della Repubblica nella lettera inviata al Governo venerdì scorso faceva riferimento proprio a questo.
Si tratterebbe come afferma l’On. Ceccanti (Pd) della “creazione impropria di un nuovo grado di giudizio rispetto a ” una decisione giudiziaria definitiva sulla base dei principi, anche costituzionali, desumibili dall’ordinamento giuridico vigente”.
Anche il Senatore a vita Andreotti ha affermato in un’intervista di ieri che si tratta ormai di una vicenda privata nella quale “nessuno può arrogarsi il diritto di decidere di imperio”.
Inoltre sulla ipotizzata revisione della Costituzione in materia di decreti, da più parti si ricorda a Berlusconi che nella riforma del 2005 voluta dal Premier e bocciata dal referendum, non veniva in alcun modo modificata la disciplina dei decreti legge, su cui si manteneva il potere di firma del Presidente della Repubblica.
Da tutto questo si fa largo il retroscena che su questo scontro cercato dal Governo, ci sia all’orizzonte un altro obiettivo. Se giovedì il Parlamento approverà il disegno di legge del Governo, magari con la fiducia, cosa accadrebbe se il Capo dello Stato si rifiutasse di promulgarla?
In molti pensano che il Governo solleciterebbe il Parlamento ad una procedura di impeachment del Capo dello Stato per costringerlo alle dimissioni. Berlusconi quindi sarebbe pronto a salire al Qui