Vincennes, 1975.
Gilles Deleuze prende la parola nell'intento di sedare e porre fine ad un dibattito che prende vita in modo del tutto inatteso durante uno dei corsi che tiene all'università.
La discussione ha come oggetto egli medesimo, il suo metodo di insegnamento e la presunta incomprensibilità delle teorie che espone che la maggior parte dell'uditorio presente non assimilerebbe affatto e starebbe ad ascoltarlo solo per inerzia, inibita nell'esternare ciò unicamente dalla statura della personalità che ha di fronte e di conseguenza dal timore reverenziale di ammettere quello che invece sarebbe un pensiero più diffuso di quanto lo stesso Deleuze sospetterebbe.
Deleuze difende la categoria di tutti coloro che da sempre ricevono accuse simili a quelle che ha appena ricevuto lui in un discorso che davvero val la pena ascoltare con attenzione e meditare a fondo.
Deleuze si riferisce a telefonate notturne ricevute da anonimi contestatori che lo riempiono di insulti e gli rivolgono contro minacce d'ogni tipo per i contenuti delle lezioni che tiene all'università, delle conferenze che tiene in tutto il mondo e dei libri che scrive e pubblica.
Vivo perennemente nel terrore di non essere frainteso...
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