Fingo assenza
dietro
pugni poggiati sul sonno
e
fredda
pulso istanti di pietra
in lenzuola di silenzio bucate.
Porti distanza
appesa
su giorni vissuti fremendo
e
distratta
disegni passi sul mio territorio.
Fingi presenza
dietro
carezze accennate
e
falso
violenti la mia dignità
in sogni di maschio arrogante.
Porto certezza
costretto
da un corpo che ho avuto
e
ignavo
nascondo il mio essere vuoto
tra il dolore di un amore recitato.
Ti spogli di senso
nudo
senza la maschera
e
vedo
il tuo essere amante cucito con fili di vento
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