Common Craft braucht man nicht mehr vorzustellen, lediglich ein Hinweis, dass es wieder ein schönes Erklärungsvideo gibt:Share this on FacebookTweet This!Share this on FriendFeedShare this on del.icio.usShare this on LinkedinStumble upon something good? Share it on StumbleUponDigg this!Add this to Mister WongPost this to MySpaceSubmit this to Script & StyleShare this on BlinklistPost this on [...]
Il termine “social media” si riferisce, in termini generali, alla informazione generata, gestita e pubblicata dagli utenti di Internet. I social media sono interattivi, operano in tempo reale, sono multimediali, spesso non hanno censura e i loro contenuti sono modificabili……I social media hanno diverse proprietà che li contraddistinguono, tra queste la trasparenza (non è possibile mentire), la persistenza, (in Rete un’informazione è sempre presente dopo la sua pubblicazione), la viralità (un messaggio tende a diffondersi senza interruzioni nel tempo).Lo “user generated content”, il contenuto generato dall’utente sotto forma di recensioni, esperienze, opinioni con testi, fotografie e filmati, è utilizzato da alcuni anni in Rete da molte società per fidelizzare i clienti, stabilire con loro una vera relazione ed integrare i suggerimenti ricevuti nel processo di definizione di nuovi prodotti e servizi. Lo user generated content è presente anche nel campo dell’informazione; esempi sono l’insieme di post e commenti dei maggiori blog e i giornali on line, in cui talvolta scrivono articoli centinaia di persone accreditate. Tratto parzialmente da un articolo di Gianroberto Casaleggio: WebTime, volume 6 numero 100In tutto questo kaos-organinazzato si creano dei veri e propri circoli virtuosi che nascono spontaneamente dalle persone che utilizzano questi tipi di strumenti evidenziando sempre più le proprie affinità in comune: vedi Facebook, Myspace, Ning, Meetup….Se i business-model dei più noti Social Network non sono ancora chiari, non bisogna di certo demordere dal capire quali teorie vi siano dietro, anche se qualche meccanismo inizia ad emergere come quello enunaciato da Chris Anderson nel suo libro The Long Tail: nel quale teorizza appunto un nuovo scenario, il passaggio da quello tradizionale concentrato sulla cultura e sull’economia dell’abbondanza a quello molto più partecipato ed attivo dei marcati di nicchia.La svol...